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Serra di Celano - Cresta Est
Serra di Celano - Cresta Est

 

Alpinismo

relazioni, fotografie e quant'altro...

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scheda tecnica (8

APPENNINO CENTRALE

Gruppo del Velino - Sirente

Monte Sirente

Sperone destro della Neviera - 2255 mt

Via delle Affinità elettive


Versante: nord est

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, Adelaide Condemi, Luisa Angeletti, il 7 gennaio 2000

(Prima salita)

Sviluppo:400 metri ca.

Difficoltà: AD+, inclinazioni su neve e ghiaccio max 60°

Tempi di percorrenza: ore 3,30


        ACCESSO

Si raggiunge la conca della Neviera, oltre il bosco, a 1800 metri, alla base del Canalone Abbate che scende dalla parte alta della Valle Lupara (ore 2.30/3.00, secondo le condizioni della neve). Tenendosi dapprima sulla destra, poi traversando decisamente il canalone (concreto pericolo di slavine), si punta alle rocce sul limite occidentale dello Sperone, dove queste, divise da un netto intaglio (qui sale l'itinerario Vette d'argento), si fanno contigue alle strutture del Palazzo. Una serie di canalini susseguenti, formando una leggera ansa verso destra, risalgono la frastagliata parete, adducendo verso la sommità di un torrione roccioso, denominato "Guardiola".

Si raggiunge la base della via, caratterizzata da una evidente strozzatura rocciosa (quota 2000, ore 0,45)). Qualche decina di metri più a sinistra è l'imbocco di un'altro interessante canale molto netto e ripido.

         ITINERARIO

Si attacca direttamente il canale su pendenze sostenute (50/55°) e su ghiaccio di fusione. Dopo un breve tratto a 60° si fa sosta sulle rocce a destra (35 mt). Il canale piega leggermente verso destra e si sale ancora su pendenze sostenute (breve tratto a 60°). Ci si sposta qualche metro a destra, continuando diritti fin sotto alcune rocce dove si fa sosta (50°, 40 metri).

Dopo un'altra lunghezza di corda, si scavalca sulla destra una costola nevosa e si continua diritti (50° poi 45°) fino ad uscire su una cresta nevosa, dove da destra arriva un'altro canalino (in tutto 80 metri).

Si prosegue su modesta pendenza a prendere sempre a destra un'altro canalino molto incassato che su pendenze crescenti (70° all'uscita, evitabile) porta su un'esile crestina nevosa a qualche metro dalla sommità della Guardiola (circa 100 metri, Q 2150 ca.).

Si prosegue sulla cresta nevosa, delicata ed aerea, fino a scendere dopo circa 20 metri ad una comoda selletta. Questa si può più facilmente raggiungere evitando la sommità del torrione e salendo sui modesti pendii a sinistra. Dal basso arriva, sempre da destra, un'altro canale.

Senza via obbligata si continua diritti su un dosso molto ampio (40°) che in circa 150 metri porta sotto la creta terminale, orlata di consistenti cornici. Salendo con pendenze crescenti (50° poi 55°) si superano le cornici nel punto più facile uscendo a quota 2250.

Casella di testo: Sirente, versante NE - Sperone Dx della Neviera - n. 1 Via delle Affinità

        DISCESA

Si percorre la cresta in direzione ovest (verso la Val Lupara) e dopo qualche centinaia di metri si imbocca la prima insellatura che immette nella parte alta del Canale Abbate. Lo si percorre (ripido in alto) per circa 200 metri, si piega poi a destra verso una larga sella e da questa, sempre per il largo canale, si guadagna il bosco e l'itinerario di andata.


scheda tecnica (7

APPENNINO CENTRALE

Gruppo del Velino - Sirente

Monte Sirente

Sperone destro della Neviera - 2255 mt

Via Grande Nord (Cresta est)


Versante: nord est

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, il 4 aprile 1999

(Prima ripetizione e prima solitaria, con uscita in cresta)

Sviluppo:700 metri ca.

Difficoltà: AD+, inclinazioni a 50°, passi di III su misto

Tempi di percorrenza: ore 3,00


        ACCESSO

Si raggiunge la conca della Neviera, oltre il bosco, a 1800 metri di quota (ore 2.00). Attraversata la conca si punta alle rocce dello sperone che scendono più in basso a formare l'inizio di un lungo crestone frastagliato (ore 0.20 ).

       ITINERARIO

Si attacca per la via originaria e la si segue tutta lungo il filo della cresta che caratterizza lo sperone. Il primo grande torrione roccioso si evita a sinistra, poi seguono belle tirate su facile misto, tra crestine nevose e isolotti rocciosi.

Giunti a quota 2150, in prossimità di un'esile sella nevosa, in vista del muro terminale che adduce alla cresta principale della montagna (qui si è conclusa la prima salita del 1993), si attraversa l'intaglio per salire un facile montarozzo roccioso.

Un bel pendio ripido lo si sale direttamente (un tiro di corda, 45/50°) pervenendo su una arrotondata gobba nevosa. Ancora a lungo per filo di cresta, ora più largo, in direzione degli scivoli finali: l'ambiente offre grandi scorci aerei sull'ultimo tratto di cresta salita.

Obliquando verso destra si lascia un marcato rilievo del pendio e si costeggia una seconda gobba nevosa. Più direttamente si supera il pendio finale, ghiacciato e a tratti strapiombante (20 metri da 45° a 70°), uscendo sulla sinistra a quota 2255 m (più a destra ci sono in genere cornici notevoli).

Casella di testo: Sirente, versante NE - Sperone Dx della Neviera - Via Grande Nord

         DISCESA

La discesa è laboriosa e lunga. Si percorre per circa 300 metri la cresta principale in direzione ovest (verso Rovere) fino all'imbocco dell'ampio canalone di Valle Lupara; non ci sono altre alternative.

Bisogna assolutamente trovare un ripido canalino sull'estrema destra dell'imbocco, altrove la discesa è preclusa da alti muri di neve strapiombanti e cornici.

Si scende il canalino (40°) che dopo 150 metri si ricongiunge con il largo canalone di Valle Lupara. Si scende quest'ultimo per la gran parte, fino alla quota di 1700 m circa.

Occorre traversare lungamente in quota, in direzione est (Gagliano Aterno), tra il limite del bosco e le rocce degli speroni sovrastanti. Si scavalca per ripide rampe (45°) un primo sperone roccioso, si attraversa l'ampio contiguo Canale Abbate, poi ancora si scavalca una crestina rocciosa.

Si perviene infine su un largo canale secondario, che borda tutto lo Sperone Dx della Neviera. Raggiunto il punto di partenza dell'ascensione si ripercorre la via normale nel bosco fino a Fonte dell'Acqua (calcolare almeno 2.30 ore).

        NOTE

E' assolutamente gratificante la traversata integrale dello sperone fin sulla cresta principale della montagna; cosa che comunque porta lo sviluppo della via a oltre 700 metri. Bisogna tener presente che anche con le condizioni migliori l'ascensione richiede, con l'avvicinamento e la discesa, circa 8 ore non stop.

Nella prima ascensione del 1993, un errore di valutazione, aveva limitato la salita alla sommità dello sperone, a 2150 m. Mentre il muro sommitale che raggiunge la cresta principale, apparso allora problematico e laborioso da salire, si è rivelato abbordabile e senza grandi problemi.


scheda tecnica (6

APPENNINO CENTRALE

Monti del Parco Nazionale d'Abruzzo - Gruppo delle Mainarde

Monte Meta - 2242 mt

Via Magico Appennino


Versante: nord est

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, Enzo Schiavo, il 20 dicembre 1988

(Ripetuta il 21 gennaio 1989 da G. Guzzardi ed E. Paolini)

Sviluppo: 200 metri

Difficoltà: D, inclinazioni a 50/55°, tratto centrale su misto con inclinazioni a 75°

Tempi di percorrenza: ore 2,00


        ACCESSO

Il versante nord est della Meta è accessibile dal versante molisano attraverso l'abitato di Pizzone (IS), per la Valle Fiorita e la successiva Valle Pagana, che portano fino ad una sella, prima di costeggiare le rocce del versante sud ovest della montagna. Dalla sella brevemente ci si porta sotto la parete nord est.

Dal versante abruzzese del Parco Nazionale d'Abruzzo si raggiunge il paese di Alfedena (AQ), dal quale uscendo, in prossimità di un curvone, si imbocca a sinistra una strada asfaltata, con segnalazione "Pianoro Campitelli".

La si segue per 8 chilometri circa, lasciandosi dietro due bivii e proseguendo in direzione Campitelli dove, in un ampio piazzale, la strada ha termine e si parcheggia l'auto.

L'itinerario più diretto alla montagna è quello che risale il bosco costeggiando a sinistra il vallone di Rio Arno, con segnali giallo-blu, fino ad entrare nella Valle dei Biscurri che, attraversata in direzione sud est, porta sotto la parete nord est della Meta.

       ITINERARIO

La via risale la fascia rocciosa immediatamente a sinistra (orografica) della vetta, superando dapprima i lunghi pendii nevosi sottostanti (40°/45°) e da quota 2000 circa in 5 lunghezze di corda porta ad un ripido canalino (55°) che muore sulla cresta principale, a 20 metri dalla vetta, superando una fascia ripida e rocciosa che, a seconda delle condizioni della montagna, può presentare delicati passaggi su misto e pendenze fino a 75°

        DISCESA

La discesa può effettuarsi brevemente lungo il canalone centrale, a ovest della vetta; camminando lungo il filo di cresta nel punto dove questa si abbassa e terminano le cornici (45° in alto, delicato con pendii ghiacciati). In circa 20 minuti si tocca la conca nevosa alla base della parete sul versante nord est.

Più facilmente scendendo al Passo dei Monaci, sul versante laziale della montagna, rientrare nella Valle dei Biscurri dopo aver costeggiato a mezza costa le rocce del versante sud ovest.


scheda tecnica (5

APPENNINO CENTRALE

Monti del Parco Nazionale d'Abruzzo - Gruppo delle Mainarde

Monte Meta - 2242 mt

Via di S. Silvestro


Versante: nord est

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, Enzo Paolini, il 31 dicembre 1989

Sviluppo: 250 metri

Difficoltà: AD+, inclinazioni a 50/55°, passaggi su misto

Tempi di percorrenza: ore 1,30


        ACCESSO

Dal versante aquilano di Alfedena, attraverso il Pianoro Campitelli e la Valle dei Biscurri. Dal versante molisano si prende dal paese di Pizzone la direzione verso Valle Fiorita, dalla quale si accede alla successiva Valle Pagana che porta sul versante sud della montagna. Con neve buona, spesso ghiacciata, l'avvicinamento può effettuarsi con gli sci (ore 2.00 fino alla base della parete).

       ITINERARIO 

Ai piedi della parete nord est, imboccare il canale centrale, quello più ampio che si apre su questo versante e che scende direttamente dalla cresta principale, sulla sinistra orografica della parete rocciosa ed i contrafforti in direzione ovest-nord ovest.

Risalire lungamente il canale (40°, 45° in alto), tenendosi sulla sinistra, fino a circa 2150 m di quota. Traversare lungamente sulla sinistra a prendere un canalino sinuoso e ripido che corre incassato tra le rocce di una crestina che chiude a sinistra il canale centrale e lo divide dalla parete vera e propria, rocciosa e articolata.

Si risale il canalino, superando un paio di strozzature rocciose e un breve tratto con ghiaccio di fusione a 55°. Si esce in cresta a circa 60 metri dalla vetta.

       DISCESA

La discesa può effettuarsi brevemente lungo il canalone centrale, a ovest della vetta; camminando lungo il filo di cresta nel punto dove questa si abbassa e terminano le cornici (45° in alto, delicato con pendii ghiacciati). In circa 20 minuti si tocca la conca nevosa alla base della parete sul versante nord est.


scheda tecnica (4

APPENNINO CENTRALE

Gruppo del Velino - Sirente

Monte Sirente - Punta Macerola 2258 mt

Via Antartica


Versante: nord

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, il 23 febbraio 2003

Sviluppo: 900 metri

Difficoltà: TD, IV e inclinazioni a 75° nel tiro chiave, 55°/60° nella parte superiore

Tempi di percorrenza: ore 5,30


L' itinerario supera sulla destra (orografica) la netta e compatta protuberanza rocciosa che costituisce la parte centrale della parete, immediatamente al di sotto di Punta Macerola, sfruttando una serie di evidenti canali e colatoi. Dalla parte opposta, a sinistra della struttura, sale la Diretta all'Arco naturale. Dopo un articolato zoccolo basale ed uno stretto colatoio chiuso da un salto all'imbocco, la via si sviluppo incassata disegnando una virgola tra imponenti speroni rocciosi .

        ACCESSO

Dal parcheggio di Chiusa della Madonna (1150 m) si imbocca la mulattiera che inizia in prossimità di un piccolo rifugio in muratura, ai margini del bosco. Questa aggira ad ovest Colle Saraceno uscendo dal bosco in Valle Pretosa, sotto lo Spalto della "X". Si sale ancora per circa cento metri di dislivello in direzione est fino ad una selletta che collega il colle alla Parete nord (1683 m, ore 1,45).

        ITINERARIO

Dalla selletta attaccare direttamente le rocce sovrastanti dello zoccolo (passi di III- e inclinazioni a 60/65°), portandosi su un largo e inclinato pendio nevoso (45°) fin sotto un muro verticale della parete, dove si fa sosta (50 m, 1 chiodo).

Si traversa lungamente sulla sinistra seguendo la cengia nevosa, fino a scavalcare una costola rocciosa (passo di III, chiodo). Si continua a traversare sotto uno stretto colatoio ghiacciato, fino a raggiungere rocce più articolate (delicato, in tutto due lunghezze di corda).

Si continua diritti su terreno misto, pervenendo sotto un imponente diedro di roccia compatta (30 m, III e inclinazioni a 60/65°, fettuccia su alberello, quota 1878). Si prosegue traversando verso destra, si scavalca uno spigoletto, fino a raggiungere l'imbocco di uno stretto e incassato colatoio (40 m, 45°).

Si attaccano sulla sinistra le rocce molto ripide che chiudono il fondo del colatoio, spostandosi poi verso destra per uscire dal salto (40 m, IV su misto, ghiaccio di fusione, inclinazioni a 70/80°, difficoltà a proteggersi, un chiodo lasciato, ore 3,00).

Proseguire su neve lungo il canalino che segue, su neve compatta e forte inclinazione (50/55°), fino a pervenire ad una strozzatura rocciosa (circa tre metri) che si supera facilmente sulla destra su rocce gradinate e ghiaccio di fusione.

Il canale si allarga piegando decisamente a destra, in ambiente entusiasmante. La neve in genere è dura a causa delle slavine che ne puliscono il fondo (45/50°), Si continua lungamente, superando brevi impennate del pendio, lasciandosi sulla destra una rampa-canale che proviene dal Canale dell'Arco naturale (unica via di fuga se si conosce la zona, quota 2050).

Il canale sempre molto netto torna a raddrizzarsi e poi a piegare di nuovo a sinistra (est), senza particolari difficoltà (45°). Ora è visibile l'anfiteatro roccioso sotto la cresta, che chiude a monte il canale. Si continua per diverse lunghezze superando qualche saltino, in genere coperti con buon innevamento, fino a portarsi al di sotto di un muretto più pronunciato, circa cento metri al di sotto della cresta.

Si supera il muro sulla destra (15 m, 60°, roccette) e si obliqua verso destra, dove la cornice di neve è superabile e si esce in cresta a quota 2242 , a circa 250 metri dalla sommità di Punta Macerola (2,30 ore).

        DISCESA

Si percorre la cresta in direzione ovest (attenzione con nebbia o maltempo) per circa 500 metri per imboccare un ripido canalino (45°, ghiaccio all'inizio) che in breve adduce nel più ampio canale del Gemello sinistro. Oppure imboccare direttamente quest'ultimo proseguendo in cresta fino a quota 2145. Effettuata la veloce discesa del canale si perviene nella Fossa del Saraceno ove si riprende l'itinerario di andata attraverso il bosco, fino alla macchina (segnalazioni poco evidenti, in tutto ore 2,30).


scheda tecnica (3

APPENNINO CENTRALE

Monti del Parco Nazionale d'Abruzzo

Monte Greco - 2285 mt

Via Diretta Paolo Barrasso


Versante: nord est

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, Enzo Paolini, il 9 febbraio 1992

Sviluppo: 200 metri

Difficoltà: D, inclinazioni su neve fino a 75°, passaggi di misto

Tempi di percorrenza: ore 2,45


Monte Greco è situato al limite esterno del Parco Nazionale d'Abruzzo, a nord del Lago di Barrea e precisamente  alla testata della Valle di Chiarano, lungo la dorsale di Serra Santa Maria, a ridosso della più definita Serra di Rocca Chiarano.

Montagna tipicamente appenninica, Monte Greco si affaccia a nord est con un versante aspro e dirupato, costituito da fasce rocciose poco definite, incise da ripidi canalini. La parte basale scende con aperti pendii fino a perdersi in un'ampia conca di origine carsica.

Tre sono i canali più netti che incidono questo versante ed offrono possibilità di salita con difficoltà differenziate. Il più orientale, quello principale, salito già verso la fine degli anni '60 dalla cordata sulmonese Cerchece/Cavallo, è quello più ampio e si sviluppa interamente su neve. Più a destra, incassato tra due speroni rocciosi il canalino che ospita la via del 1988 "Una salvezza per l'orso". Ancora più a destra sotto la verticale della vetta, il canale della Diretta Barrasso, che supera la fascia rocciosa superiore e costituisce l'itinerario tecnicamente più difficile dei tre.

        Accesso

L'accesso più immediato per raggiungere le pendici della montagna avviene dalla località Aremogna, attraverso la Valle delle Gravare e il Piano Rotondo (ore 2,30 a piedi, un pò meno con gli sci). La soluzione migliore però è quella di usufruire degli impianti di risalita delle piste da sci dell'Aremogna. In questo caso si raggiungono le Toppe del Tesoro (2140 mt) e con gli sci si discende al Piano Antone Rotondo fino ai piedi della parete.

        Itinerario

La via si sviluppa con quattro tiri di corda lungo due canalini consecutivi divisi tra loro da un piccolo plateau nevoso di modesta pendenza. Dalle prime rocce basali si imbocca il primo canale e lo si risale senza difficoltà (50°-55°) fino ad un breve muro verticale che lo chiude ad imbuto. Lo si supera e si esce su una crestina nevosa che immette sul plateau.

Si imbocca il secondo canale e lo si risale (50°) fino ad un muro che lo interrompe; lo si supera (difficile con poco innevamento) e si attacca un esile filo ghiacciato chiuso tra due lame di roccia, superandolo con un bel tiro di misto (70°) fin sotto la cornice terminale. Si esce in cresta a pochi passi dalla vetta.

Monte Greco, versante nord est

        Discesa

La discesa può effettuarsi lungo la cresta nord, scendendo dal cocuzzolo sommitale fino alla sella sottostante, con attenzione: spesso il pendio è ghiacciato. Dalla sella scegliendo pendii meno ripidi si guadagna di nuovo la conca alla base della parete e da qui per l'itinerario di andata.

        Note

Breve salita gratificata dall'ambiente appartato e dal panorama che spazia dalla Majella al massiccio del Gran Sasso e ai monti Marsicani.

Le difficoltà della salita sono rapportate alle condizioni del manto nevoso, che i primi salitori hanno trovato in più punti inconsistente su forti pendenze. Per l'ultimo tiro, utile qualche chiodo da roccia e per neve dura. La roccia è difficile da chiodare: scagliosa e poco solida.


scheda tecnica (2

APPENNINO CENTRALE

Gruppo del Velino - Sirente

Catena del Sirente - Monte di Canale - 2207 mt

Via XXV Aprile


versante: nord est

primi salitori: Giancarlo Guzzardi, Remo Zavarella , il 25 aprile 1993

dislivello: 350 metri circa

sviluppo: 630 metri

difficoltà: AD+, 3° su misto, inclinazioni su neve fino a 50°

tempi di percorrenza: ore 5.00


        ACCESSO

Il versante nord orientale del Sirente è raggiungibile con la strada provinciale dell' Altopiano delle Rocche, situato tra il comprensorio aquilano di Campo Felice e la Valle Subequana; quest'ultima collegata alla provincia di Pescara attraverso i paesi di Secinaro, Raiano, Popoli. Si raggiunge la località Fonte dell'Acqua (1156 mt) al km 12.350; base di partenza per l'itinerario normale di salita alla vetta e l'avvicinamento al Canale Majore e la parete nord.

Dai ruderi di uno chalet s'imbocca un sentiero segnalato che, dopo aver superato il bivio che porta al Majore e successivamente quello per il Piano di Canale, prosegue ripido nel bosco. Si perviene così ad una piccola radura, ottimo posto panoramico che guarda sulla parte orientale della cresta del Sirente, con Monte di Canale e i selvaggi e appartati canaloni che scendono nell'anfiteatro noto con il nome di Neviera (ore 1.30).

Tra due ampi canaloni si erge compatto lo Sperone Centrale di Monte di Canale che con una lunga cresta si salda al corpo principale proprio in prossimità della vetta. Si segue ancora la traccia del sentiero normale, per abbandonarla a quota 1800 piegando decisamente a sinistra, verso il pianoro sottostante le pareti. Si traversa il pianoro, ormai fuori del bosco, puntando all'imbocco di un evidente canale che, con andamento regolare, corre incassato tra le rocce della parte bassa dello sperone (ore 0.30).

        ITINERARIO   

Si risale tutto il canale, senza particolari difficoltà, per circa 170 metri (40°), fino ad una brusca interruzione, sotto salti rocciosi sporchi di ghiaccio. A sinistra si prende un breve, stretto canalino ghiacciato (50°) con rocce affioranti; lo si sale puntando ad un intaglio sul filo dello sperone che qui diventa una ripida cresta, a momenti quasi uno spigolo aereo, tra fughe di ripidi pendii ghiacciati, che con andamento evidente e regolare si dirige verso la sommità della montagna.

Dall'intaglio si monta subito a cavallo del crestone, superando un primo salto roccioso (III° +, in tutto 20 metri). Da un piccolo ma comodo terrazzino si continua sempre fedelmente sul filo di cresta, con divertente arrampicata, per due lunghezze di corda (80 mt, III°), facendo attenzione alle lastre di ghiaccio, nei punti dove la cresta dello sperone diventa esile. Impressionanti gli appicchi rocciosi che precipitano nell'anfiteatro a sinistra della vetta.

Si evita a destra un ultimo salto, per un breve canalino che immette su pendii nevosi di modesta pendenza (10 mt). Lo sperone adesso si corica e perde consistenza, riducendosi a scivoli quasi verticali di rocce impastate di neve, che precipitano a destra e a manca nei sottostanti canaloni. Si risalgono i pendii nevosi (40/45°) puntando ad un'affilata crestina di neve, obliquando leggermente a destra (100 mt). Si perviene così su un piccolo pulpito affacciato nel vuoto a quota 2085 mt, con il corpo roccioso sottostante la vetta finalmente visibile.

Con percorso tortuoso su terreno misto si segue delicatamente una frastagliata crestina rocciosa, salendo in equilibrio su spuntoni o aggirandoli su placche nevose (100 mt). In un leggero saliscendi ci si porta in prossimità del muro terminale, difficile da affrontare direttamente.

Si traversa delicatamente su ripidi pendii verso destra (50 mt), a prendere uno scivolo che adduce in cresta. Lo si risale (50/55°) sbucando in cresta, dopo aver individuato un punto debole tra le cornici (100 mt), non lontano dall'ultimo montarozzo della sommità a quota 2207 (ore 5.00).

Sperone Centrale della Neviera

        DISCESA

Si continua lungo la cresta con un semicerchio, salendo progressivamente in direzione sud ovest e dopo un paio di centinaia di metri, all'incirca a quota 2240, s'imbocca il grande canale a destra della vetta.

In genere sulla linea di cresta si forma sempre un piccolo muro di neve, quando non sono presenti cornici aggettanti. Trovare il punto più debole per scendere, eventualmente a corda doppia, continuare poi a scendere (45° nella parte alta), prima delicatamente, in presenza di ghiaccio, poi più velocemente quando il canalone si allarga, fino a raggiungere i pianori della neviera alla base dello sperone.

        NOTE

Itinerario lungo, ma non difficile con condizioni buone della montagna, altrimenti impegnativo se la cresta dello sperone è intasata di ghiaccio. Indispensabile qualche chiodo da roccia, qualcuno da ghiaccio e qualche dado medio-piccolo.


scheda tecnica (1

APPENNINO CENTRALE

Monti del Parco Nazionale d'Abruzzo - Gruppo delle Mainarde

Monte Meta - 2242 mt

Via Oriente


Versante: nord est

Primi salitori: Giancarlo Guzzardi, Enzo Paolini, Emidio Di Cesare, il 16 marzo 1991

Sviluppo: 200 metri

Difficoltà: D, inclinazioni su neve fino a 65°, brevi passaggi di misto

Tempi di percorrenza: ore 1,30


    ACCESSO

Dal versante aquilano di Alfedena, attraverso il Pianoro Campitelli e la Valle dei Biscurri. Con neve buona, spesso gelata, l'avvicinamento può effettuarsi con gli sci (ore 2.00 fino alla base della parete).

    ITINERARIO 

L'itinerario si snoda dapprima lungo l'evidentissimo canale che divide lo spallone orientale dalla cresta di vetta (100 metri circa, inclinazioni fino a 45°).

Si attacca direttamente la parete est della vetta, nel punto dove le rocce basali si rompono e con abbondante innevamento si possono risalire pendii ghiacciati con inclinazione media di 55°, fino a sbucare in cresta (possibilità di cornici all'uscita, 2 tiri di corda).

Si prosegue direttamente lungo la creta est fino in vetta (facile, roccette affioranti in caso di poco innevamento).

da sinistra: Via Oriente, Via Magico appennino, Via di S. Silvestro

Casella di testo: La Meta - nell'ordine da sinistra: Via Oriente, Via Magico appennino, Via San Silvestro

    DISCESA

La discesa può effettuarsi brevemente lungo il canalone centrale, a ovest della vetta; camminando lungo il filo di cresta nel punto dove questa si abbassa e terminano le cornici (45° in alto, delicato con pendii ghiacciati). In circa 20 minuti si tocca la conca nevosa alla base della parete sul versante nord est.

    NOTE

Utili chiodi tubolari per neve dura, qualche chiodo da roccia ed eventualmente qualche fittone da neve.