Collegio Regionale Guide Alpine
e Accompagnatori di Media Montagna
Regione Abruzzo
Normativa di riferimento:
Legge 2 gennaio 1989, n. 6
Ordinamento della professione di Guida Alpina e
Accompagnatori di Media Montagna
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
Oggetto della legge
1. La
presente legge stabilisce i principi fondamentali per la legislazione regionale
in materia di ordinamento della professione di guida alpina, anche ai sensi
della legge 17 maggio 1983, n. 217.
Art. 2
Oggetto della professione di guida alpina
1. E’
guida alpina chi svolge professionalmente, anche in modo non esclusivo e non
continuativo, le seguenti attività:
2.
a) accompagnamento di persone in ascensioni sia su roccia che su ghiaccio o in
escursioni in montagna;
b) accompagnamento di persone in ascensioni sci – alpinistiche o in escursioni
sciistiche;
c) insegnamento delle tecniche alpinistiche e sci – alpinistiche con esclusione
delle tecniche sciistiche su piste di discesa e di fondo.
3. Lo svolgimento a titolo professionale delle attività di cui al comma 1, su
qualsiasi terreno e senza limiti di difficoltà e, per le escursioni sciistiche,
fuori delle stazioni sciistiche attrezzate o delle piste di discesa o di fondo,
e comunque laddove possa essere necessario l’uso di tecniche e di attrezzature
alpinistiche, è riservato alle guide alpine abilitate all’esercizio
professionale e scritte nell’albo professionale delle guide alpine istituito
dall’articolo 4, salvo quanto disposto dagli articoli 3 e 21.
4. Le regioni provvederanno a individuare e a delimitare le aree sciistiche ove
è consentita l’attività dei maestri di sci.
Art. 3
Gradi della professione
1. La
professione si articola in due gradi:
a) aspirante guida;
b) guida alpina – maestro di alpinismo.
2. L’aspirante guida può svolgere le attività di cui all’articolo 2 con
esclusione delle ascensioni di maggiore impegno, come definite dalle leggi
regionali con riguardo alle caratteristiche delle zone montuose; il divieto di
cui sopra non sussiste se l’aspirante guida faccia parte di comitive condotte da
una guida alpina – maestro di alpinismo.
3. L’aspirante guida può esercitare l’insegnamento sistematico delle tecniche
alpinistiche e sci – alpinistiche solo nell’ambito di una scuola di alpinismo o
di sci – alpinismo.
4. L’aspirante guida deve conseguire il grado di guida alpina – maestro di
alpinismo entro il decimo anno successivo a quello in cui ha conseguito
l’abilitazione tecnica all’esercizio della professione come aspirante guida. In
mancanza, egli decade di diritto dall’iscrizione nell’albo professionale di cui
all’articolo 4.
Art. 4
Albo professionale delle guide alpine
1.
L’esercizio stabile della professione di guida alpina, nei due gradi di
aspirante guida e di guida alpina – maestro di alpinismo, è subordinato
all’iscrizione in appositi albi professionali, articolati per regione e tenuti,
sotto la vigilanza della regione, dal rispettivo collegio regionale delle guide
di cui all’articolo 13.
2. L’iscrizione va fatta nell’albo della regione nel cui territorio si intende
esercitare la professione. E’ ammessa, nel caso la guida alpina o l’aspirante
guida intenda esercitare stabilmente la professione nel territorio di più
regioni, l’iscrizione in più di un albo, sempre ché sussistano i requisiti
previsti dall’articolo 5.
3. L’iscrizione all’albo professionale delle guide alpine – maestri di alpinismo
o degli aspiranti guida di una regione abilitata all’esercizio della professione
in tutto il territorio nazionale.
4. L’esercizio della professione da parte di guide e aspiranti guida o figure
professionali corrispondenti, provenienti dall’estero con i loro clienti, in
possesso di abilitazione tecnica secondo l’ordinamento del Paese di provenienza,
purché non svolto in modo stabile nel territorio nazionale, non è subordinato
all’iscrizione nell’albo.
5. E’ considerato esercizio stabile della professione, ai fini di quanto
previsto dai commi 2 e 4, l’attività svolta dalla guida alpina – maestro di
alpinismo o dall’aspirante guida che abbia un recapito, anche stagionale, nel
territorio della regione interessata, ovvero che in essa offra le proprie
prestazioni ai clienti.
Art. 5
Condizioni per l’iscrizione all’albo
1.
Possono ottenere l’iscrizione negli albi delle guide alpine – maestri di
alpinismo o degli aspiranti guida coloro che sono in possesso della relativa
abilitazione tecnica nonché dei seguenti requisiti:
a) cittadinanza italiana o di altro Stato appartenente alla Comunità economica
europea;
b) età minima di 21 anni per le guide alpine – maestri di alpinismo, di 18 anni
per gli aspiranti guida;
c) idoneità psico – fisica attestata da certificato rilasciato dalla unità
sanitaria locale del comune di residenza;
d) possesso del diploma si scuola media inferiore;
e) non avere subito condanne penali che comportino l’interdizione dai pubblici
uffici e per le quali non sia stata applicata la sospensione condizionale della
pena, salvo avere ottenuto la riabilitazione;
f) residenza o domicilio o stabile recapito in un comune della regione.
Art. 6
Trasferimento e aggregazione temporanea
1. E’
ammesso il trasferimento, a domanda, della guida alpina – maestro di alpinismo e
dell’aspirante guida, iscritti nell’albo di una regione, all’albo corrispondente
di un’altra regione.
2. Il trasferimento è disposto dal collegio regionale competente per l’albo nel
quale è richiesta l’iscrizione, a condizione che l’interessato abbia la propria
residenza o il proprio domicilio o stabile dimora in un comune della regione
medesima.
3. La guida alpina – maestro di alpinismo che intenda svolgere per periodi
determinati, della durata massima di sei mesi, l’attività di insegnamento in
scuole di alpinismo o di sci – alpinismo in regioni diverse da quelle nei cui
albi è iscritta può chiedere l’aggregazione temporanea ai relativi albi,
conservando l’iscrizione negli albi delle regioni di appartenenza.
4. L’aggregazione è disposta dal competente collegio regionale delle guide.
L’aggregazione di cui al comma 3 non può essere disposta nei confronti di
aspiranti guida.
Art. 7
Abilitazione tecnica all’esercizio della professione di guida alpina
1.
L’abilitazione tecnica all’esercizio della professione, come guida alpina –
maestro di alpinismo o come aspirante guida, si consegue mediante la frequenza
degli appositi corsi teorico – pratici ed il superamento dei relativi esami.
2. I corsi sono organizzati su base regionale, sotto la vigilanza della regione,
dal rispettivo collegio regionale delle guide.
3. Ciascun collegio regionale può altresì affidare l’organizzazione dei corsi al
collegio nazionale delle guide, di cui all’articolo 15, ovvero al collegio
regionale delle guide di un’altra regione.
4. Sono ammessi ai corsi regionali i residenti in un comune della rispettiva
regione che abbiano l’età prescritta per l’iscrizione nel relativo albo e che,
nel caso dei corsi per guide alpine – maestri di alpinismo, abbiano
effettivamente esercitato la professione come aspiranti guida per almeno due
anni.
5. I corsi sono organizzati almeno ogni due anni.
6. Le commissioni esaminatrici sono nominate, dal direttivo del collegio delle
guide che ha organizzato il corso e sono composte di esperti delle materie
insegnate nei corsi e di guide alpine – maestri di alpinismo in possesso del
diploma di istruttore di cui al comma 8. Esse sono presiedute da una guida
alpina – maestro di alpinismo designata dal collegio nazionale delle guide. Un
componente è nominato dal Ministro del turismo e dello spettacolo nell’ambito di
una terna di nomi designati dalla presidenza del Club alpino italiano.
7. I programmi dei corsi e i criteri per le prove di esame sono definiti dal
direttivo del collegio nazionale delle guide e approvati dal Ministro del
turismo e dello spettacolo.
8. Le funzioni di istruttore tecnico nei corsi sono affidate esclusivamente a
guide alpine – maestri di alpinismo che abbiano che abbiano conseguito il
diploma di istruttore di guida alpina – maestro di alpinismo, rilasciato a
seguito della frequenza di appositi corsi organizzati dal collegio nazionale
delle guide.
9. Le spese relative all’organizzazione dei corsi di cui al presente articolo
sono a carico delle rispettive regioni nell’ambito dei programmi regionali
relativi alla formazione professionale.
Art. 8
Validità dell’iscrizione all’albo
1.
L’iscrizione negli albi ha efficacia per tre anni ed è rinnovata previo
accertamento della idoneità psico – fisica ai sensi della lettera c)
dell’articolo 5.
2. Il rinnovo è altresì subordinato all’adempimento degli obblighi di
aggiornamento professionale di cui all’articolo 9.
Art. 9
Aggiornamento professionale
1. Le
guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida sono tenuti a
frequentare, almeno ogni tre anni, un apposito corso di aggiornamento
organizzato dal collegio regionale delle guide della regione nel cui albo essi
sono iscritti.
2. Contenuti e modalità dei corsi di aggiornamento sono stabiliti dal direttivo
del collegio regionale delle guide.
3. Le guide alpine – maestri di alpinismo che abbiano conseguito il diploma di
istruttore di cui al comma 8 dell’articolo 7, sono esonerate dall’obbligo di
frequentare il corso di aggiornamento.
4. L’aspirante guida che superi, nel periodo considerato, l’esame di
abilitazione per guide alpine – maestri di alpinismo è esonerato dall’obbligo di
frequentare il corso di aggiornamento.
Art. 10
Specializzazioni
1. Le
guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida possono conseguire,
mediante frequenza di appositi corsi di formazione organizzati dal collegio
nazionale delle guide e il superamento dei relativi esami, le seguenti
specializzazioni:
a) arrampicata sportiva in roccia o ghiaccio;
b) speleologia;
c) altre specializzazioni eventualmente definite dal direttivo del collegio
nazionale delle guide.
2. Contenuti e modalità dei corsi e degli esami sono stabiliti dal direttivo del
collegio nazionale delle guide.
3. La legge regionale, nel disciplinare la professione di guida speleologica, di
cui al decimo comma dell’articolo 11 della legge 17 maggio 1983, n. 217, ammette
all’esercizio di tale professione anche le guide alpine – maestri di alpinismo e
gli aspiranti guida che abbiano conseguito la specializzazione in speleologia e
abbiano superato gli accertamenti di specifica idoneità professionale previsti
dalla medesima legge regionale.
Art. 11
Doveri della guida alpina
1. Le
guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida iscritti negli albi
professionali sono tenuti ad esercitare la professione con dignità e
correttezza, conformemente alle norme della deontologia professionale.
2. Tutte le guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida iscritti
negli albi sono tenuti, in caso di infortuni in montagna o comunque di pericolo
per alpinisti, escursionisti o sciatori, a prestare la loro opera
individualmente o nell’ambito delle operazioni di soccorso, compatibilmente con
il dovere di mantenere le condizioni di massima sicurezza per i propri clienti.
3. L’esercizio della professione di guida alpina – maestro di alpinismo e di
aspirante guida non è incompatibile con impieghi pubblici o privati, né con
l’esercizio di altre attività di lavoro autonomo.
Art. 12
Tariffe professionali
1. Le
tariffe per le prestazioni professionali delle guide alpine – maestri di
alpinismo e degli aspiranti guida, sono stabilite dalla competente autorità
della regione, sentito il direttivo del collegio regionale delle guide, nel
rispetto della tariffa minima giornaliera fissata dal collegio nazionale delle
guide, ed approvata dal Ministro del turismo e dello spettacolo.
Art. 13
Collegi regionali delle guide
1. In
ogni regione è istituito, come organismo di autodisciplina e di autogoverno
della professione, il collegio regionale delle guide alpine – maestri di
alpinismo e degli aspiranti guida.
2. Del collegio fanno parte di diritto tutte le guide alpine – maestri di
alpinismo e gli aspiranti guida iscritti negli albi della regione, nonché le
guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida che abbiano cessato
l’attività per anzianità o per invalidità, residenti nella regione.
3. L’assemblea del collegio è formata da tutti i membri del collegio medesimo.
4. Il collegio regionale ha un direttivo formato in modi stabiliti dalla legge
regionale e composto da rappresentanti eletti da tutti i membri del collegio e
per almeno tre quarti fra le guide alpine – maestri di alpinismo iscritte nel
relativo albo.
5. Il direttivo elegge il presidente del collegio regionale scegliendolo fra gli
iscritti nell’albo delle guide alpine – maestri di alpinismo componenti il
direttivo medesimo.
6. L’assemblea si riunisce di diritto una volta all’anno in occasione
dell’approvazione del bilancio, e tutte le volte che lo decida il direttivo
ovvero ne faccia richiesta motivata almeno un terzo dei componenti.
7. Il direttivo si riunisce ogni volta che lo decida il presidente ovvero ne
faccia richiesta motivata almeno un quinto dei componenti.
8. Il direttivo nomina una commissione tecnica che sovrintende
all’organizzazione dei corsi di cui agli articoli 7 e 9.
9. La vigilanza sul collegio regionale delle guide è esercitata dalla competente
autorità della regione.
Art. 14
Funzioni dei collegi regionali
1.
Spetta all’assemblea del collegio regionale:
a) eleggere il direttivo;
b) approvare annualmente il bilancio del collegio predisposto dal direttivo;
c) pronunziarsi su ogni questione di massima che le venga sottoposta dal
direttivo o sulla quale una pronuncia dell’assemblea sia richiesta da almeno un
terzo dei componenti.
2. Spetta al direttivo del collegio regionale:
a) svolgere tutte le funzioni concernenti la tenuta degli albi professionali
nonché l’iscrizione nei medesimi e il rinnovo della stessa;
b) vigilare sull’osservanza, da parte dei componenti del collegio, delle regole
della deontologia professionale, nonché applicare le sanzioni disciplinari
previste dall’articolo 17;
c) mantenere i rapporti con gli organismi e le associazioni rappresentative di
altre categorie professionali nonché di guide alpine di altri Paesi;
d) dare parere, ove richiesto, alla regione e alle autorità amministrative su
tutte le questioni che cinvolgono l’ordinamento e la disciplina della
professione, nonché l’attività delle guide;
e) collaborare con le competenti autorità regionali e statali, anche sulla base
di apposite convenzioni, ai fine del tracciamento e del mantenimento di sentieri
e itinerari alpini, della costruzione e del mantenimento di rifugi e bivacchi,
delle opere di disgaggio e in genere di tutto quanto riguarda la tutela
dell’ambiente naturale montano e la promozione dell’alpinismo e del turismo
montano;
f) organizzare, avvalendosi della commissione tecnica, i corsi di cui agli
articoli 7 e 9;
g) contribuire alla diffusione della conoscenza e del rispetto dell’ambiente
montano e della pratica dell’alpinismo;
h) stabilire la misura dei contributi a carico degli iscritti;
i) svolgere ogni altra funzione ad esso attribuita dalla presente legge e dalle
leggi regionali.
Art. 15
Collegio nazionale delle guide
1. E’
istituito il collegio nazionale delle guide alpine – maestri di alpinismo e
degli aspiranti guida, come organismo di coordinamento dei collegi regionali.
2. Il collegio nazionale ha un direttivo formato dai presidenti di tutti i
collegi regionali e degli analoghi organismi costituiti nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome dotate di competenza legislativa primaria in
materia di ordinamento delle professioni alpine, nonché da un eguale numero di
altri membri eletti direttamente da tutte le guide alpine – maestri di alpinismo
e gli aspiranti guida iscritti negli albi professionali, scelti per almeno tre
quarti fra gli iscritti negli albi delle guide alpine – maestri di alpinismo.
3. A tal fine ogni elettore vota per un numero di candidati non superiore ai due
terzi dei membri da eleggere. Sono eletti coloro che hanno conseguito il maggior
numero di voti, salva la riserva di posti a favore delle guide alpine – maestri
di alpinismo di cui al comma 2.
4. Le elezioni sono indette ogni tre anni dal direttivo uscente al quale spetta
altresì stabilire ogni norma necessaria per lo svolgimento delle elezioni
medesime.
5. Fanno parte di diritto il presidente generale del Club alpino italiano e il
presidente della commissione tecnica nazionale formata dai presidenti delle
commissioni tecniche regionali istituite ai sensi del comma 8 dell’articolo 13.
6. Il presidente della commissione tecnica nazionale è eletto dalla medesima nel
proprio seno.
7. Il direttivo elegge il proprio presidente, scegliendolo fra gli iscritti agli
albi delle guide alpine – maestri di alpinismo componenti il direttivo medesimo.
8. La vigilanza sul collegio nazionale delle guide è esercitata dal Ministero
del turismo e dello spettacolo.
Art. 16
Funzioni del collegio nazionale
1.
Spetta al collegio nazionale delle guide:
a) elaborare le norme della deontologia professionale;
b) decidere sui ricorsi contro i provvedimenti disciplinari adottati dai collegi
regionali;
c) coordinare l’attività dei collegi regionali delle guide alpine;
d) definire i programmi dei corsi ed i criteri per le prove di esame di cui al
comma 7 dell’articolo 7;
e) organizzare i corsi per l’abilitazione tecnica all’esercizio della
professione nei casi di cui al comma 3 dell’articolo 7;
f) organizzare i corsi e gli esami per il conseguimento del diploma di
istruttore per guide alpine – maestri di alpinismo di cui al comma 8
dell’articolo 7 e per il conseguimento delle specializzazioni di cui
all’articolo 10;
g) mantenere i rapporti con gli organismi e le associazioni rappresentative di
altre categorie professionali nonché di guide alpine di altri Paesi;
h) collaborare con le autorità statali e regionali sulle questioni riguardanti
l’ordinamento della professione;
i) stabilire la quota del contributo a carico degli iscritti agli albi
professionali da devolvere a favore del collegio nazionale per le attività di
sua competenza.
Art. 17
Sanzioni disciplinari e ricorsi
1. Le
guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida iscritti negli albi
professionali che si rendano colpevoli di violazione delle norme della
deontologia professionale, ovvero delle norme di cui agli articoli 11 e 12, sono
passabili dalle seguenti sanzioni disciplinari:
a) ammonizione scritta;
b) censura;
c) sospensione dell’albo per un periodo da un mese a un anno;
d) radiazione.
2. I provvedimenti disciplinari sono adottati dal direttivo del collegio
regionale cui appartiene l’iscritto, a maggioranza assoluta dei componenti;
contro di essi, entro trenta giorni dalla notifica, è ammesso ricorso al
direttivo del collegio nazionale. La promozione del ricorso sospende, fino alla
decisione, l’esecutività del provvedimento.
3. La decisione è adottata dal direttivo del collegio nazionale a maggioranza
assoluta dei componenti.
4. I provvedimenti adottati dai collegi regionali, eccettuati quelli in materia
disciplinare, e quelli adottati dal collegio nazionale, sono definitivi e sono
impugnabili con ricorso al competente organo di giustizia amministrativa.
Art. 18
Esercizio abusivo della professione
1.
L’esercizio abusivo della professione di cui all’articolo 2 è punito ai sensi
dell’articolo 348 del codice penale.
2. Chi, essendo iscritto in un albo esercita la professione stabilmente, ai
sensi del comma 5 dell’articolo 4, in una regione diversa da quella nel cui albo
è iscritto o temporaneamente aggregato ai sensi dell’articolo 6, è punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da lire centomila a lire unmilione.
3. La sanzione è applicata dalla competente autorità della regione competente
per territorio.
Art. 19
Scuole di alpinismo
1.
Possono essere istituite scuole di alpinismo o di sci – alpinismo per
l’esercizio coordinato delle attività professionali di insegnamento di cui alla
lettera c) del comma 1 dell’articolo 2.
2. Le scuole di alpinismo e di sci – alpinismo devono essere autorizzate dalla
regione competente per territorio e devono essere dirette da una guida alpina –
maestro di alpinismo iscritta nell’albo della regione medesima.
3. L’attività di insegnamento nelle scuole di alpinismo e di sci – alpinismo
deve essere svolta da guide alpine – maestri di alpinismo o anche da aspiranti
guida – purché il numero di questi non superi quello delle guide alpine –
maestri di alpinismo – iscritti nell’albo della regione competente per
territorio o ad esso temporaneamente aggregati ai sensi dell’articolo 6.
Art. 20
Scuole e istruttori del C.A.I.
1. Il Club alpino italiano, ai sensi delle lettere d) e e) dell’articolo 2 della
legge 26 gennaio 1963, n. 91, come sostituito dall’articolo 2 della legge 24
dicembre 1985, n. 776, conserva la facoltà di organizzare scuole e corsi di
addestramento a carattere non professionale per le attività alpinistiche, sci –
alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche e per la
formazione dei relativi istruttori.
2. Gli istruttori del C.A.I. svolgono la loro opera a carattere non
professionale e non possono ricevere retribuzioni.
3. Le attività degli istruttori e delle scuole del C.A.I. sono disciplinate dai
regolamenti del Club alpino italiano.
4. Al di fuori di quanto previsto dalla presente legge, le altre attività
didattiche per le finalità di cui al comma 1 non possono essere denominate
“scuole di alpinismo” o “di sci – alpinismo” e i relativi istruttori non possono
ricevere compensi a nessun titolo.
Art. 21
Accompagnatori di media montagna
1. Le regioni possono prevedere la formazione e l’abilitazione di accompagnatori
di media montagna.
2. L’accompagnatore di media montagna svolge in una zona o regione determinata
le attività di accompagnamento di cui al comma 1 dell’articolo 2, con esclusione
delle zone rocciose, dei ghiacciai, dei territori innevati e di quelli che
richiedono comunque, per la progressione, l’uso di corda, piccozza e ramponi, e
illustra alle persone accompagnate le caratteristiche dell’ambiente montano
percorso.
3. Le guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida possono svolgere
le attività di cui al presente articolo.
Art. 22
Elenco speciale degli accompagnatori di media montagna
1. Nelle regioni che prevedono la figura professionale dell’accompagnatore di
media montagna, l’esercizio di tale attività è subordinato all’iscrizione in
apposito elenco speciale alla cui tenuta provvede il collegio regionale delle
guide.
2. L’iscrizione abilita all’esercizio della professione limitatamente al
territorio della regione.
3. L’accompagnatore di media montagna può iscriversi negli elenchi di più
regioni che prevedono tale figura, previo conseguimento della relativa
abilitazione tecnica.
4. L’iscrizione nell’elenco speciale è disposta nei confronti di coloro che
siano in possesso della relativa abilitazione tecnica nonché dei requisiti di
cui all’articolo 5.
5. L’abilitazione tecnica si consegue mediante la frequenza di appositi corsi
teorico – pratici organizzati, d’intesa con la regione, dai collegi regionali
delle guide, e mediante il superamento dei relativi esami, volti ad accertare
l’idoneità tecnica e la conoscenza delle zone in cui sarà esercitata l’attività.
6. Sono ammessi ai corsi coloro che abbiano l’età minima di 18 anni.
7. Programmi e modalità per lo svolgimento dei corsi e degli esami sono
stabiliti, d’intesa con la regione, dal collegio regionale delle guide.
8. Nelle regioni che prevedono la figura dell’accompagnatore di media montagna,
gli iscritti nel relativo elenco speciale fanno parte del collegio regionale
delle guide, partecipano, senza diritto di voto, all’assemblea del collegio
regionale medesimo ed eleggono un proprio rappresentante che integra la
composizione del direttivo del collegio regionale, nonché, per ogni regione, un
proprio rappresentante che partecipa, senza diritto di voto, al direttivo del
collegio nazionale. Parimenti partecipa, senza diritto di voto, al direttivo del
collegio nazionale un rappresentante degli accompagnatori di media montagna o
figure analoghe che siano previste da ciascuna delle regioni a statuto speciale
e province autonome dotate di competenza legislativa primaria in materia di
ordinamento delle professioni alpine.
9. Si applicano agli accompagnatori di media montagna le disposizioni previste
dai comma 1 e 3 dell’articolo 11, nonché degli articoli 12 e 17, intendendosi
sostituito l’elenco speciale all’albo professionale.
Art. 23
Guide
vulcanologiche
1. L’attività di accompagnamento, a titolo professionale, di persone in
ascensioni o escursioni su vulcani è riservata esclusivamente alle guide alpine
– maestri di alpinismo e gli aspiranti guida iscritti nei relativi albi, ai
sensi del comma 1 dell’articolo 2, quando preveda percorsi in zone rocciose,
ghiacciai, terreni innevati o richieda comunque, per la progressione, l’uso di
corda, piccozza e ramponi.
2. In ogni altro caso detta attività può essere svolta dalle guide
vulcanologiche formate o abilitate secondo le norme dettate dalle leggi
regionali.
Art. 24
Norme
transitorie
1. In sede di prima applicazione della presente legge sono iscritti di diritto
negli albi professionali, e fanno parte del collegio regionale delle guide,
tutte le guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida autorizzati
all’esercizio della professione ai sensi delle leggi in vigore in ciascuna
regione, nonché le guide alpine – maestri di alpinismo e gli aspiranti guida che
abbiano cessato l’attività per anzianità o invalidità.
2. In deroga a quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 3, gli aspiranti guida
che si iscriveranno negli albi professionali a norma del comma 1 e che abbiano
compiuto 40 anni alla data di entrata in vigore della presente legge, possono
restare iscritti anche se non conseguono il grado di guida alpina – maestro di
alpinismo.
3. Le elezioni del primo direttivo del collegio regionale sono indette dal
presidente della regione; quelle del primo direttivo del collegio nazionale sono
indette dal Ministero del turismo e dello spettacolo.
Art. 25
Regioni a statuto speciale
1. Al fine di garantire livelli di preparazione professionale minimi uniformi
sul territorio nazionale, nelle regioni a statuto speciale e nelle province
autonome, dotate di competenza legislativa primaria in materia di ordinamento
della professione di guida alpina, i programmi dei corsi e i criteri per le
prove d’esame e la composizione delle commissioni esaminatrici per
l’abilitazione tecnica dell’esercizio della professione di guida alpina –
maestro di alpinismo o aspirante guida sono definiti dagli organi regionali,
ovvero provinciali, competenti, considerando come minimi i programmi ed i
criteri stabiliti ai sensi del comma 7 dell’articolo 7.
Art. 26
Modifica di norme
1. La lettera f) dell’articolo 2 della legge 26 gennaio 1963, n. 91, come
sostituto dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 1985, n. 776, è sostituita
dalla legge seguente:
“f) all’organizzazione ed alla gestione, per conto delle regioni, di corsi di
preparazione professionale, ai sensi dell’articolo 11 della legge 17 maggio
1983, n. 217, per guida speleologica e di corsi di formazione professionale per
esperti, e rilevatori del servizio valanghe;”.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 2 gennaio 1989
NOTE
AVVERTENZA:
Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi
2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni
di legge modificate o alle quali è operato in rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota all’articolo 1, comma 1:
La legge n. 217/1983 reca: “Legge quadro per il turismo e interventi per il
potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica”.
Nota all’articolo 10, comma 3:
Il testo dell’art. 11 della legge n. 217/1983 è il seguente:
“Art. 11 (Attività professionali). – Le regioni accertano i requisiti per
l’esercizio delle professioni di guida turistica, interprete turistico,
accompagnatore turistico o corriere, organizzatore professionale di congressi,
istruttore nautico, maestro di sci, guida alpina, aspirante guida alpina o
portatore alpino, guida speleologica, animatore turistico ed ogni altra
professione attinente al turismo.
E’ guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di
persone nelle visite ad opere d’arte, a musei, a gallerie, a scavi archeologici,
illustrando le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e
naturali.
E’ interprete turistico chi, per professione, presta la propria opera di
traduzione nell’assistenza a turisti stranieri.
E’ accompagnatore turistico o corriere chi, per professione, accompagna persone
singole o gruppi di persone nei viaggi attraverso il territorio nazionale o
all’estero, fornisce elementi significativi e notizie di interesse turistico
sulle zone di transito al di fuori dell’ambito di competenza delle guide, quale
individuato dal presente articolo.
E’ organizzatore congressuale chi per professione svolge la propria opera nella
organizzazione di iniziative, simposi o manifestazioni congressuali.
E’ istruttore nautico chi, per professione, insegna a persone o gruppi di
persone la pratica del nuoto o di attività nautiche.
E’ maestro di sci chi, per professione, insegna a persone singole o gruppi di
persone la pratica dello sci.
E’ guida alpina chi, per professione, accompagna singole persone o gruppi di
persone in scalate o gite in alta montagna.
E’ aspirante guida o portatore alpino chi, per professione, accompagna singole
persone o gruppi di persone in ascensioni di difficoltà non superiore al terzo
grado; in ascensioni superiori può fungere da capo cordata solo se assieme a
guida alpina.
E’ guida speleologica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi
di persone nella esplorazione di grotte e cavità naturali.
E’ animatore turistico chi, per professione, organizza il tempo libero di gruppi
di turisti con attività ricreative, sportive, culturali.
In particolare, le regioni dovranno accertare per le guide turistiche, oltre
all’esatta conoscenza di una o più lingue straniere, una conoscenza approfondita
delle opere d’arte, dei monumenti, dei beni archeologici, delle bellezze
naturali, o comunque delle risorse ambientali della località in cui dovrà essere
esercitata la professione; per i corrieri adeguate conoscenze in materia di
geografia turistica, nonché dei regolamenti per le comunicazioni ed i trasporti
e sull’organizzazione turistica; per i maestri di sci, guide alpine e
speleologiche, istruttori di alpinismo e di sci alpinismo, adeguate capacità
professionali in sede tecnico – operativa accertate alla stregua dei criteri
didattici elaborati per vari gradi di professionalità dai componenti enti ed
associazioni nazionali; per gli organizzatori congressuali la conoscenza di due
lingue straniere ed un comprovato tirocinio nelle attività congressuali a
carattere nazionale ed internazionale.
Per l’esercizio delle suddette professioni i cittadini appartenenti ai Paesi
membri della CEE sono equiparati a quelli italiani, a condizioni di reciprocità.
Spetta altresì alle leggi regionali di disciplinare l’attività non professionale
di coloro che svolgono le attività di cui ai commi precedenti a favore dei soci
ed assistiti degli enti ed organismi di carattere associativo di cui
all’articolo 10 che operano nel settore del turismo e del tempo libero”.
Note agli articoli 20, comma 1, e 26, comma 1:
- Il testo vigente dell’art. 2 della legge n. 91/1963 (Riordinamento del Club
alpino italiano), come sostituito dall’art. 2 della legge n. 776/1985 (Nuove
disposizioni sul Club alpino italiano), e da ultimo modificato dalla presente
legge, è il seguente:
“Art. 2. – Il Club alpino italiano provvede, a favore sia dei propri soci sia di
altri, nell’ambito delle facoltà previste dallo statuto, e con le modalità ivi
stabilite:
a) alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione dei rifugi alpini e
dei bivacchi d’alta quota di proprietà del Club alpino italiano e delle singole
sezioni, fissandone i criteri ed i mezzi;
b) al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione di sentieri, opere
alpine e attrezzature alpinistiche;
c) alla diffusione della frequentazione della montagna e all’organizzazione di
iniziative alpinistiche, escursionistiche e speleologiche;
d) all’organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per le attività
alpinistiche, sci – alpinistiche, escursionistiche, speleologiche,
naturalistiche;
e) alla formazione di istruttori necessari allo svolgimento delle attività di
cui alla lettera d);
f) all’organizzazione ed alla gestione, per conto delle regioni, di corsi di
preparazione professionale, ai sensi dell’articolo 11 della legge 17 maggio
1983, n. 217, per guida speleologica e di corsi di formazione professionale per
esperti e rilevatori del servizio valanghe;
g) all’organizzazione di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la
prevenzione degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche,
escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei
pericolanti e per il recupero dei caduti;
h) alla promozione di attività scientifiche e didattiche per la conoscenza di
ogni aspetto dell’ambiente montano;
i) alla promozione di ogni iniziativa idonea alla protezione ed alla
valorizzazione dell’ambiente montano nazionale”.
- Per il testo dell’art. 11 della legge n. 217/1983 vedi precedente nota
all’art. 10, comma 3.
LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 1989):
Presentato dall’on. BASSANINI ed altri il 30 novembre 1987.
Assegnato alla VII commissione (Cultura) in sede legislativa, il 17 maggio 1988,
con pareri delle commissioni I, II, V, VIII e X.
Esaminato dalla VII commissione l’8 giugno 1988 e approvato il 30 giugno 1988.
Senato della Repubblica (atto n. 1196):
Assegnato alla 7° commissione (Pubblica istruzione), in sede deliberante, il 26
luglio 1988, con pareri delle commissioni 1°, 2°, 5°, 10° e 13°.
Esaminato alla 7° commissione il 19 ottobre 1988 e approvato, con modificazioni,
il 26 ottobre 1988.
Camera dei deputati (atto n. 1989 – B):
Assegnato alla VII commissione (Cultura), in sede legislativa, il 24 novembre
1988, con pareri delle commissioni I e II.
Esaminato alla VII commissione e approvato il 14 dicembre 1988.
Collegio Regionale delle Guide Alpine della Regione Abruzzo
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